Un parcheggio interrato sotto piazza Marconi, tre livelli, 382 posti. Chi si aspetta da noi un no urlato o un sì di circostanza resta deluso. Ambiente è Vita una posizione ce l’ha, ma è fatta di condizioni, e conviene spiegarla per bene.
A settembre 2025, durante la Settimana europea della mobilità, avevamo scritto che saremmo tornati sull’argomento. Eccoci.
Partiamo da dove stiamo, perché cambia il modo di leggere tutto il resto. Siamo decisamente favorevoli a parcheggi agli ingressi della città, insieme a più trasporto pubblico che porti chi parcheggia in periferia verso le altre zone, come prevedeva già il PUMS. È la nostra idea di mobilità sostenibile per Bitonto: un centro che si svuota delle auto private.
Prima il limite: non abbiamo visto il progetto. Nessuno l’ha visto. Quello che sappiamo viene dagli atti pubblicati, dalle interlocuzioni coi dirigenti e dalla stampa locale.
Cosa prevede la proposta per il parcheggio in piazza Marconi
Il 29 luglio 2025 due società, Primos e Quadrifoglio Costruzioni, hanno presentato al Comune una proposta di project financing: parcheggio interrato su tre livelli con 382 posti auto, sistemazione della piazza e di parte delle strade intorno, concessione di quarant’anni. Prevede anche un apporto di capitale pubblico. Quanto, negli atti pubblicati non c’è.
Cosa ha fatto il Comune
Il 24 luglio 2026 la Giunta, con la delibera 162, ha dichiarato che esiste un preliminare interesse pubblico e ha avviato l’iter. Il 2 novembre il Comune ha pubblicato l’avviso pubblico (ex art.193) che dà tempo fino al 18 gennaio 2027 ad altri operatori per presentare proposte concorrenti.
L’avviso dice che l’opera serve anche a favorire la pedonalizzazione del centro antico e dell’area ottocentesca. Bene. Nello stesso testo impone, a pena di esclusione, almeno 382 posti, premia chi ne mette di più su meno superficie.
Non è ancora la gara. È la fase in cui il Comune può chiedere modifiche al progetto, ed è la fase in cui si decide la sostanza.
La proposta del primo operatore resta riservata. Il Comune dice che l’accesso agli atti sarà differito fino alla fine della valutazione, cioè dopo che le modifiche saranno state chieste.
Cosa c’è di buono
✔️ Il bisogno di sosta in centro esiste, e lo riconosce anche chi dice no a questa piazza
✔️ L’area è il primo approdo in città per chi arriva da Bari e da Palo del Colle: parcheggi subito e prosegui a piedi o con i mezzi. Funziona solo se gli accessi stanno su quel lato e il centro resta davvero chiuso alle auto
✔️ Il diritto di prelazione del primo operatore è stato disapplicato, quindi un concorrente può davvero vincere
✔️ Chi propone dovrà presentare un piano economico asseverato: i numeri, prima o poi, dovranno esistere
✔️ Dopo lo scavo la piazza va comunque rifatta, e si può pretendere che torni migliore di com’è

Le finalità presenti nell’avviso sono ottime, a patto che si concretizzino ⤵️

L’intervento mira a:
– promuovere forme di partenariato pubblico
– privato per la progettazione, realizzazione e gestione dell’opera mediante finanza di progetto e dunque con apporto sostanziale di capitale privato e con allocazione del rischio operativo connesso all’operazione economica in capo al concessionario;
– incrementare l’offerta di parcheggi nella zona centrale, anche a servizio del Centro storico;
– ridurre la sosta irregolare;
– migliorare la mobilità urbana sostenibile, favorendo la pedonalizzazione del nucleo antico e dell’area ottocentesca della città;
– riqualificare Piazza Marconi;
Cosa non torna
L’avviso del 2 novembre lascia fuori dai criteri di selezione qualsiasi cosa riguardi il traffico delle auto dopo l’apertura. Una finalità senza un criterio resta una dichiarazione.

Il documento intermedio del PUMS, approvato dal Consiglio comunale il 21 giugno 2018, andava nella direzione di ridurre le auto attorno a piazza Marconi e portare la sosta fuori dal centro. Otto anni dopo si propongono 382 posti nel cuore della città.
❌ Il criterio ambientale premia la conservazione “o” il potenziamento delle aree verdi: abbattere e ripiantare va bene uguale?
❌ Il Comune metterà denaro pubblico, e l’importo non è noto. Per il Codice dei contratti il sostegno pubblico è ammesso quando l’operazione non regge da sola
❌ Negli atti pubblicati non sono citati la Soprintendenza, lo studio di traffico, lo studio sulla domanda di sosta e il passaggio in Consiglio comunale. Potrebbero arrivare più avanti, ma oggi non ci sono
Poi c’è un rischio che si capisce meglio con un esempio. Chi costruisce il parcheggio guadagna se entrano molte auto. Se il Comune decide di ridurre il traffico in centro, rischia di trovarsi a discutere con il concessionario su chi paga i mancati incassi.
Passeremmo dalla padella alla brace.
Le due condizioni essenziali di Ambiente è Vita
1. Il parcheggio deve togliere traffico, non aggiungerlo
Ha senso se svuota davvero la superficie dalle auto. Dopo l’opera, sopra devono passare solo veicoli a bassa velocità e con direzioni ridotte, come nella prima versione del progetto di piazza Aldo Moro e via Repubblica. Altrimenti il parcheggio richiama auto in centro invece di allontanarle.
Come si ottiene, nero su bianco:
- accessi e uscite scritti nel contratto e non modificabili senza una nuova approvazione
- strade sopra il parcheggio a velocità ridotta, con la piazza prevalentemente pedonale
- uno studio di traffico con i flussi attesi sulle strade che portano al parcheggio, non solo intorno alla piazza
- una clausola che esclude compensi al concessionario se il Comune riduce le auto in centro
- un criterio di valutazione con un peso vero, che premi chi riduce il traffico in superficie
2. Gli alberi attuali vanno salvaguardati
Il problema non sono le radici che scenderebbero in profondità: è lo scavo, che toglie la terra in cui le radici vivono. Per questo chiediamo, prima di qualsiasi decisione:
- un censimento pubblico degli alberi: specie, dimensioni, stato di salute
- una perizia di un agronomo scelto dal Comune, non dal proponente
- nessun abbattimento senza quella perizia
- se la ricollocazione è possibile, un sito individuato prima dei lavori, controlli per anni e sostituzione a carico di chi costruisce se non attecchiscono
- una compensazione misurata sulla chioma persa e non sul numero di piante
A Pozzo di Grue abbiamo già visto cosa succede quando a dire se gli ulivi sono in cattivo stato è il consulente di chi li deve togliere.

Cosa chiediamo al Comune
✔️ il piano economico, o almeno la sua sintesi, reso pubblico, con la durata giustificata
✔️ l’importo del contributo comunale, e il valore del suolo pubblico messo a disposizione
✔️ il parere della Soprintendenza e le verifiche archeologiche prima dell’approvazione
✔️ uno studio sulla domanda di sosta
✔️ un passaggio in Consiglio comunale e/o un incontro pubblico prima di decidere
Ogni condizione ha un costo, che ricade su durata della concessione, tariffe o denaro pubblico. Lo diciamo noi per primi, perché una lista di richieste che sembra gratis non è credibile.
Per ora la nostra risposta non è sì e non è no: con questi atti, non possiamo dire sì. Non diciamo no perché non abbiamo visto né il progetto né i numeri.
Per approfondire
Abbiamo raccolto tutto in una relazione completa sul parcheggio sotto la “padella cittadina", con la cronologia degli atti, la sintesi dell'avviso e le fonti. Se volete verificare quello che scriviamo, partite da lì.

